Zone a Traffico Culturale (ZTC): Un Format per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, la Produzione Artistica Partecipata e l’economia della Cultura in un Sito Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO in Italia

Project location: ITALY, Crespi d’Adda, Bergamo, Lombardia
Project start date: June 2016 - Project end date: August 2017
Project number: 2015-091
Beneficiary: Coclea soc. coop.

[NEP2015-01]

COCLEA è una agenzia di sviluppo nata nel 2006, che mette al centro delle proprie attività temi come la sostenibilità ambientale, la tutela delle risorse naturali, la valorizzazione dei beni culturali, l'utilizzo delle nuove tecnologie, l'educazione e comunicazione ambientale per costruire reti di soggetti - pubblici e privati - inserendoli in processi di sviluppo locale. Coclea analizza i bisogni dei territori, propone soluzioni sostenibili e reperisce le risorse finanziarie necessarie alla loro implementazione.

Ha ideato e gestito sistemi culturali locali (Distretto Bioculturale dell'Adda, Sistema Culturale Lemine), piani di gestione di siti culturali e attività artistiche partecipative; realizzato progetti museografici per allestimenti museali multimediali e installazioni interattive; siti web e piattaforme social; video, spettacoli, esposizioni e testi divulgativi; audioguide teatralizzate ai beni culturali; interfacce e contenuti di app di sistemi mobile; dossier di nomination alla WHL Unesco. Coclea lavora con finanziatori e partner di varia natura: Unione Europea, Regioni e Province italiane, singoli enti locali o loro associazioni, fondazioni bancarie, istituzioni educative, aree protette nazionali e internazionali, imprese profit e no profit, università, sistemi culturali, associazioni di cittadinanza.

Una parte importante della mission di Coclea come organizzazione no-profit risiede nella promozione e valorizzazione di beni e siti del patrimonio culturale come occasioni per la creazione di sistemi economici locali basati sulla cultura.

Coclea (non come organizzazione formalmente costituita, ma nella persona di alcuni soci fondatori) nel 1992 fu responsabile dell'attivazione del processo che ha condotto all'ingresso della company town di Crespi d'Adda nella World Heritage List Unesco.

L'attuale legale rappresentante della ONLUS fu l'ideatore della proposta di iscrizione del sito nella WHL, estensore del primo progetto di valorizzazione del sito (in cui si metteva l'accento sulle necessità conservazionistiche e di sviluppo del sito) e del dossier di candidatura - nomination - nel Patrimonio Mondiale).

Dalla metà degli anni '90 ad oggi alcuni soci di Coclea sono stati attivi, al fianco delle Amministrazioni Comunali susseguitesi e ad altri enti locali, nella promozione e valorizzazione del sito, e in particolare:

- estensione e adeguamento del progetto di ristrutturazione dell'edificio "Ex-Scuole STI" di proprietà pubblica e sua candidatura al finanziamento sul fondo F.R.I.S.L. Lombardia
- collaborazione con il Dott. Guido Belli (funzionario dell'Osservatorio Culturale della Regione Lombardia) nell'estensione del Piano di Gestione del sito "Chorus. A programme for balanced and sensitive development of heritage and culture: the case of Crespi d'Adda" (Milano: Regione Lombardia, gennaio 1997)
- Estensione della proposta progettuale "Environmental harmonisation, cultural heritage and sustainable mobility: toward the Adda Bio-Cultural District (AbcD)" sul programma LIFE Environment della UE (al cui interno erano previste azioni di promozione e valorizzazione del sito di Crespi d'Adda) in partenariato con Parco Adda Nord
- Estensione, presentazione e successiva gestione del progetto "ABcD - Adda Biocultural District - Distretto Bioculturale dell'Adda" (al cui interno erano previste diverse azioni di promozione e valorizzazione del sito di Crespi d'Adda) in partenariato con Parco Adda Nord e Comune di Capriate S.G. - http://www.visitadda.com
- Realizzazione del progetto museografico per il "Centro di Interpretazione del villaggio operaio di Crespi d'Adda" nell'ambito del Progetto ABcD
- Ideazione e realizzazione di "Industriarsi", audioguida teatralizzata in 6 atti per la visita e la comprensione del villaggio operaio di Crespi d'Adda e della sua storia
- Ideazione e realizzazione di strumenti editoriali divulgativi (mappa e guida alla visita del villaggio operaio)
- Gestione del servizio di visita guidata e noleggio di strumenti per l'interpretazione del sito.

La realizzazione del progetto ZTC, in collaborazione con Comune di Capriate S.G., Parco Adda Nord e nuova proprietà della fabbrica (Gruppo Percassi), rappresenterebbe la prosecuzione (non tanto una conclusione quanto un nuovo inizio) di un processo di valorizzazione culturale che ha visti impegnati Coclea e i suoi soci fino da e prima della sua fondazione; un processo, in fondo, che ha contribuito alla nascita stessa della cooperativa sociale e alla definizione della sua mission. Il "lungo ragionamento" operato dalla cooperativa negli anni riflette la costruzione "esperienziale" di un modello di intervento e valorizzazione dei beni culturali che, nello specifico caso del Patrimonio inbdustriale, può condurre alla realizzazione di Fabbriche Culturali di Prossimità e ad economie locali della cultura, a dimostrazione che tali modelli non sono efficaci solamente nelle grandi città, ma hanno dignità ed efficacia anche in comlunità più piccole o più diffuse sul territorio.

Coclea, infatti, ha realizzato molteplici progetti e attività legate alla valorizzazione del patrimonio culturale, tra i quali val la pena di ricordare:

- estensione del dossier di candidatura alla WHL Unesco della Villa Reale e Parco di Monza;
- ideazione ed estensione del progetto per il Distretto Culturale Val Brembana;
- Ideazione e realizzazione dell'app per sistemi mobile "Addentrarsi", video/audioguida multimediale, geolocalizzata e interattiva per la fruizione del territorio naturale e dei beni culturali del Parco Adda Nord (compreso il villaggio operaio di Crespi d'Adda) - http://www.youtube.com/watch?v=kuC1kgdgy8c&list=UUPp5a5ibLKS1F-22MDPpj-w&feature=share&index=7; come beneficario del progetto "FoGLIE: Fruition of Goods Landscape in Interactive Environment" - POR Asse 4 "Innovazione" - Regione Lombardia
- Progetto museografico e direzione dell'allestimento museale della galleria multimediale "Leonardo in Adda" nell'ambito del succitato progetto ABcD: http://www.youtube.com/watch?v=L1DDebAijW4&list=UUBKZLdrc5H3hinuvayGekDQ&feature=share&index=3
- Progetti di curatela per mostre interattive: "Emergency - 20ennale" e "2% - Fondazione Prada e Qatar Museum Authority"
- Ideazione, progettazione e gestione delle attività culturali del "Sistema Culturale Lemine", restauro e valorizzazione dei monumenti di arte romanica (Bg) - http://sistemaculturalelemine.it/
- Gestione dell'Istituto Culturale (accreditato dalla Regione Lombardia) "Ecomuseo Adda di Leonardo"; attività di promozione culturale; attività di ricerca sul patrimonio culturale immateriale
- Realizzazione dell'Archivio Digitale dei Beni Culturali Minori del Parco Adda Nord, nell'ambito del progetto "Verso un contratto di fiume"
- Gestione dell'Ecomuseo Adda di Leonardo; attività di valorizzazione dei beni culturali immateriali e di allestimento museografico, realizzazione di eventi culturali e promozionali.

Il fiume Adda può essere definito a ragione la "culla della Rivoluzione Industriale italiana": a partire dal ‘700 sulle sue rive sono sorte molteplici attività proto-industriali ("folle" da carta, mulini, filande e filatoi), oltre che opere idrauliche per l'irrigazione e il trasporto (due dei quattro "navigli" Lombardi sono effluenti del fiume); verso la fine dell'800 questi insediamenti puntuali si sono trasformati in vere e proprie industrie, prevalentemente tessili e sono stati affiancati dalla più alta concentrazione di impianti idroelettrici storici in Italia (cosa che premise l'elettrificazione di Milano e delle fabbriche dell'hinterland). Se le opere idrauliche irrigue e le centrali idroelettriche hanno mantenuto la propria funzione produttiva (oltre alla bellezza e all'importanza storico-culturale dei manufatti e dei paesaggi culturali), un destino ben diverso hanno avuto i grandi opifici (i due "Linificio Canapificio Nazionale" di Cassano e Fara, il "Vellutificio Visconti di Modrone" e la "Cartiera Binda" di Vaprio, l'opificio tessile "Crespi" di Crespi d'Adda, i "Sali di Bario" di Calolziocorte, la filanda "Abbegg" di Garlate solo per citare i principali): quasi tutti giacciono abbandonati, in stato di progressivo degrado architettonico e senza un'idea complessiva di riuso nè di una politica di intervento pubblico-privato. Ciò contrasta con esperienze europee di recupero del patrimonio industriale di grande successo: sia nel caso di un mantenimento delle funzioni opriginarie (ad es. la "Chocolaterie Menier" a Noisiel, attuale sede di Nestlè), sia in quello della rifunzionalizzazione (ad es. "La Condition publique", fabbrica culturale di prossimità della città di Roubaix o i "Magazzini del Cotone" di Manchester)

Il sito Unesco: Crespi d'Adda
Crespi d'Adda è un opificio tessile e villaggio operaio industriale di fine ‘800 tutelato dall'Unesco che, nel 1995 l'ha inserito nella Lista del Patrimonio dell'Umanità con la seguente motivazione: "Crespi d'Adda in Capriate San Gervasio in Lombardy is an outstanding example of the 19th- and early 20th-century 'company towns' built in Europe and North America by enlightened industrialists to meet the workers' needs. The site is still remarkably intact and is partly used for industrial purposes, although changing economic and social conditions now threaten its survival".
All'inizio degli anni '90 alcuni tra i fondatori di Coclea proposero l'iscrizione di Crespi - la cosiddetta "città ideale del lavoro" - nella WHL Unesco per contrastare un Piano urbanistico che avrebbe stravolto la parte storica dell'insediamento, peremttendo anche nuove edificazioni.

Il grande successo ottenuto con l'iscrizione nella WHL non è però stato adeguatamente sfruttato come motore di sviluppo economico e comunitario dalle Amministrazioni locali (replicando un atteggiamento "imbalsamato" tipico dell'Italia in tema di Beni culturali), mantenendo il sito nell'immobilismo più o meno totale fino ad oggi, quando riscontriamo problemi di conservazione e di perdita di senso del sito legati alla chiusura della fabbrica, ora in costante degrado. Interessante notare che l'Unesco aveva descritto chiaramente questo rischio nella motivazione all'iscrizione nel 1995 (!). Nel 2004 infatti la fabbrica tessile che fu la causa primaria della nascita del villaggio operaio, chiuse le attività produttive. Negli anni successivi questo fatto si trasformò in un grave problema di ordine culturale: da un lato con la perdita del genius loci, del senso e dell'identità stessa del sito Unesco; dall'altra per il degrado fisico degli edifici storici dell'opificio. Nel 2013 un grande gruppo imprenditoriale bergamasco, il Gruppo Percassi, ha acquistato l'insediamernto industriale con il proposito di riportarlo a nuova vita: un'ottima notizia per il sito Unesco e una straordinaria occasione di sviluppo e sperimentazione di metodologie e tecniche innovative per la creazione di economie locali legate alla valorizzazione dei beni cuturali.

L'opificio non deve perdere quella funzione che fu fondamentale nella storia di Crespi: l'essere elemento "generativo" di servizi sociali, comunità e cultura. Uno strumento idoneo a realizzare quest'intenzione può essere la Fabbrica Culturale di Prossimità, un'organizzazione che operi su identità del sito, memoria, formazione continua e produzione culturale partecipata. Realizzare una FCP non è però una cosa semplice, nè immediata: è un processo che necessita di essere attivato e costruito nel tempo.

Il presente progetto affronta il problema della valorizzazione dei beni culturali e della produzione culturale partecipata proponendo soluzioni generative nell'ambito dell'economia della cultura attraverso un nuovo "format": la Zona a Traffico Culturale (ZTC). Una ZTC è un "cantiere" che "occupando" siti o monumenti del patrimonio culturale, attiva dinamiche locali che stimolano la produzione culturale condivisa e collaborativa, coinvolgendo gruppi di cittadini nella realizzazione di un evento proposto alla comunità e al territorio. Il successo del format - già sperimentato nel caso di monumenti del patrimonio artistico - se può da un lato contribuire ad attivare un processo che conduce verso la realizzazione di una Fabbrica Culturale di Prossimità, dall'altro può validare la replicabilità del modello in altri siti.

Le ZTC sono sostanzialmente una metodologia di intervento per la valorizzazione dei beni culturali minori e delle risorse creative e artistiche della comunità locale.

Le ZTC, sono "cantieri" che "occupando" siti o monumenti del patrimonio culturale, stimolano la produzione culturale condivisa e collaborativa coinvolgendo gruppi di cittadini nella realizzazione di un evento figurativo o performativo, successivamente proposto alla comunità e al territorio. Le ZTC si insediano in luoghi di valore culturale che hanno subito una perdita di senso (siti del patrimonio industriale) o in prossimità di beni culturali "minori", esclusi dalla fruizione turistica o dai grandi eventi culturali. La realizzazione di una ZTC parte dal coinvolgimento del territorio attraverso l'attivazione di reti sociali (nuove o già esistenti) per la costituzione di un gruppo di volontari che, con la collaborazione di uno o più artisti di fama, progettano e realizzano una produzione culturale con l'intento di ridare senso al luogo occupato, che verrà offerta alla comunità e al territorio attraverso l'organizzazione di un evento. Le ZTC rappresentano l'innesco di un processo che può portare alla costruzione di "fabbriche culturali di prossimità" promuovendo il protagonismo della comunità locale.

Il progetto, che ha ricevuto un grant dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti, prevede l'attivazione di un processo partecipativo rivolto ai cittadini, ai giovani artisti in particolare, che desiderino mettersi in gioco nella progettazione e realizzazione di eventi culturali a tema che restituiscano visibilità al patrimonio immateriale e materiale del sito. La scelta di produrre cultura partecipativamente è cruciale ai fini della sostenibilità futura del progetto: innescando un circolo virtuoso tra beni culturali, popolazione e visitatori sarà possibile rendere sostenibili e ripetibili gli eventi autoprodotti. Lo scopo della ZTC è quello di creare un nucleo di "artigiani" locali della cultura che si impegnino nella creazione e organizzazione di un evento culturale specificamente ideato per restituire "senso" (o "il" senso) al sito di Crespi (riscoprendone, leonardianamente, il genius loci); una piccola comunità artistica che si impegni nella realizzazione di un prodotto culturale condiviso e creato con un percorso partecipativo della durata di circa 12 mesi, che culminerà in un evento finale a Crespi d'Adda.

La creazione/gestione della ZTC sarà coordinata dalla figura di un direttore artistico il cui compito sarà quello di selezionare e coordinare un gruppo artisti figurativi o performativi che ricoprano il ruolo di "teasers" e di formatori per la comunità locale che guideranno gli allievi in un percorso creativo condiviso.

Il gruppo di partecipanti (gli "allievi") verrà selezionato sul territorio grazie all'attivazione delle reti sociali già presenti, o sviluppandone di nuove, tenendo soprattutto conto del loro interesse e delle loro esperienze. Gli allievi potranno essere artisti e amatori, allievi di Accademie di Belle Arti e di Licei Artistici, gruppi teatrali e bande di paese, semplici appassionati e cultori delle arti, giovani band rock e pittori...
La ZTC verrà insediata tramite l'installazione di un accampamento creativo, un "campo base" dove si svolgeranno attività di incontro, dibattito, creatività e produzione, ovvero il posizionamento di strutture temporanee e strumentazioni negli spazi prescelti e l'organizzazione del lavoro creativo.

Per facilitare l'operatività della ZTC e la sua massima fruizione da parte dei partecipanti, il sito di Crespi D'Adda verrà dotato di sistema di connessione wi-fi aperto, a disposizione di residenti, volontari, visitatori e spettatori.

La fase di produzione culturale prevede:

▪ la realizzazione di workshop con l'artista/formatore per identificare la tipologia di produzione adatta al collettivo e predisporre il piano di lavoro successivo;
▪ la creazione compartecipata della produzione culturale, che sarà ispirata dal sito medesimo e dal patrimonio immateriale organizzato e catalogato (sia essa un laboratorio di design che ridisegni suppellettili, strumenti tecnici, apparecchiature, forme del villaggio operaio o delle videoinstallazioni nei luoghi di senso del villaggio, una sinfonia per telai meccanici e turbine idrauliche piuttosto che una narrazione poetica delle storie degli abitanti distribuita in tutto il villaggio, una produzione teatrale sulle maestrie artigiane del villaggio operaio o il riallestimento "sociale" di spazi pubblici da riconquistare alla loro funzione originaria o innovativa...
▪ l'organizzazione dell'evento e la rappresentazione della produzione (concerto, mostra, festival, narrazione...) che viene offerta alla comunità residente e al territorio. L'evento verrà realizzato anche grazie la sponsorizzazione da parte di aziende/associazioni/pubbliche amministrazioni e prevede un biglietto di ingresso, per rendere l'iniziativa sostenibile dal punto di vista economico.
▪ la comunicazione e promozione dell'evento (ma anche la cronaca della nascita dello stesso) verrà realizzata con una modalità altrettanto partecipativa, attraverso i social media (Facebook, google+, Pinterest, Twitter, Instagram, Foursquare e tumblr). Sui social media verrà condiviso lo stato di avanzamento del progetto.
Come primo evento prodotto dalla ZTC di Crespi, un giovane compositore e un noto direttore d'orchestra guideranno giovani musicisti (di bande, conservatori e gruppi rock) nella creazione di una "Sinfonia del Passato Prossimo"? Oppure un grande regista metterà in scena con associazioni e artisti locali "Vita nella città del lavoro", uno spettacolo teatrale di massa notturno e itinerante? O ancora un curatore guiderà abitanti e scuole nella realizzazione di "Industriarsi", una mostra/installazione che darà nuova vita alle quasi 1000 lastre fotografiche d'epoca conservate dall'archivio della fabbrica?
Si prevede il coinvolgimento di un direttore artistico, uno o più artisti di fama, un nucleo di 20-50 "allievi" (direttamente coinvolti nella fase creativa e produttiva), almeno 100 volontari coinvolti nella realizzazione dell'evento (anche in attività promozionali, redazionali, comunicative, organizzative), da 1000 a 3000 spettatori, alcune decine di migliaia di contatti attraverso i social network.

Obiettivi previsti e risutati attesi dal Progetto

1. Creare, sulla base del "format" ZTC, un modello di intervento sui beni culturali minori e il patrimonio industriale per l'attivzione di economie della cultura;
2. Raggruppare un nucleo stabile di volontari/artisti/operatori culturali con il quale costruire una strategia per la creazione di una Fabbrica Culturale di Prossimità e un progetto di sviluppo locale e di gestione dei beni culturali del sito;
3. Fornire alla comunità residente e al vasto territorio circostante uno strumento di crescita, svago e valorizzazione delle capacità locali;
Gli impatti sociali e territoriali generati dal progetto sono molteplici: il recupero e riutilizzo di un luogo della cultura in senso aggregativo e comunitario, l'incremento delle capacità e delle risorse locali, la creazione di prodotti culturali che generino una piccola economia di scala, la riappropriazione dell'identità locale legata ai luoghi da parte della comunità.

Una ZTC è un processo creativo e aggregativo di persone, abilità, risorse. La coesione sociale è stimolata dalle attività di produzione culturale condotte collettivamente, dallo scambio comunicativo tra i volontari e le loro reti sociali, dalla fruizione comune dei prodotti culturali, dalla continuità della ZTC stessa.

La ZTC non solo favorisce l'accesso alla cultura da parte dei cittadini, ma mette nelle loro mani gli strumenti (formativi, tecnici, culturali) per divenire essi stessi produttori di cultura, e le loro reti comunitarie prime fruitrici di tali prodotti.

Collaborazione e co-produzione sono due concetti-chiave alla base delle ZTC; senza queste forme di coinvolgimento la realizzazione del progetto non è possibile.

Le interazioni generate dal progetto saranno di diverso tipo:

- collaborazione con enti e istituzioni locali per la realizzazione "formale" della ZTC
- coinvolgimento della comunità locale, reti sociali informali, associazioni e mondo della scuola per l'attivazione della ZTC
- collaborazione con uno o più artisti affermati per la progettazione del prodotto culturale
- co-produzione per la realizzazione dell'opera tra artisti e volontari locali
- coinvolgimento di reti sociali su web per la promozione virale dell'evento
- coinvolgimento della comunità locale e non nell'evento finale
- coinvolgimento di utenti/fruitori dell'evento finale nelle attività collaterali

ZTC: un enzima del processo di riuso del patrimonio industriale

Nell'ambito di una riflessione generale sul destino del patrimonio industriale dell'Adda condotta da Coclea con diversi stakeholder (project managers, operatori culturali, amministratori locali, esperti, docenti universitari...), il "format" ZTC rappresenta l'evento "attivatore" sia di un percorso locale che conduce verso la formazione di una Fabbrica Culturale di Prossimità, sia di un più ampio percorso partecipato per il recupero degli spazi industriali storici che attraverso lo scambio, il confronto, la condivisione possa costruire scenari e modelli di intervento.

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